Cara Courtney Love,
ti ho sempre detestato.
Eri volgare, strafatta, sopra le righe, senza peli sulla lingua, una pessima madre, una stripper, una punk, sempre vestita male o poco vestita, tutta rifatta. Eri white trash.
Ah, sì: Kurt Cobain l'avevi ucciso tu, o come minimo l'avevi manipolato, spinto alla disperazione, portato al suicidio. Per gelosia o forse solo per impossessarti della sua eredità.
Ti prego, abbi pazienza.
Sono nata del novembre del 1980 e quando è morto tuo marito non avevo neanche quattordici anni. Ero una brava ragazza - un'adolescente tranquilla, chiusa e silenziosa. Ero un prodotto perfetto del patriarcato.
E tu?
Tu eri l'Altra.
Eri la vedova di un idolo giovane, bello e maledetto. Lui era tuo, come l'orsacchiotto in cui hai custodito le sue ceneri. Era tuo, ma tu eri tutte le cose di cui sopra. Capisci? La brava ragazza in me era furente.
Poi ti ho vista recitare.
Poi ti ho sentita cantare. Ho sentito Doll Parts. Ho pensato che fosse la canzone d'amore più bella di tutte. Amore, ecco, forse non è la parola giusta, ma quel sentimento struggente che ti fa sentire smembrata, disarticolata. Che ti fa desiderare con rabbia. Che rende l'oggetto del desiderio il tuo nemico, al punto da volerlo veder soffrire come soffri tu. Quel sentimento sì, lo conoscevo molto bene.
Così, ho capito.
Che una donna bella non deve avere talento, tantomeno intelligenza.
Che una donna bella e di talento deve rimanere all'ombra del suo uomo.
Poi, una donna bella e di talento che pensa diversamente e dice quello che pensa: è una strega, bruciamo la strega!
Ho capito che quello che detestavo in te era la libertà che non avevo.
La libertà di non doverti meritare niente, di prenderti il tuo posto così come sei, incasinata, contraddittoria, sofferente, incazzata, triste, arrapata, sgarbata, sgraziata, svestita.
Pensavo che bastasse essere una brava ragazza per non sentirmi disarticolata, rotta, a pezzi. Pensavo di dover reprimere la mia rabbia. Pensavo di non avere una voce.
Grazie di avermi dato una voce. 
La mia selezione dedicata a Courtney Love

Qualcosa di pastello e di soffice
Qualcosa di luccicante
Una sottoveste di seta
Un moto jacket da punk rocker
Camicia con colletto Peter Pan
Anfibi Saint Laurent (by Hedi Slimane, che ha fotografato Courtney Love in un libro monografico)
Chloé, un grandpa cardigan come quelli di Kurt Cobain
Abiti kinderwhore (pizzo e con punto smock)